Attualità

Le difficoltà della memoria storica in Colombia

Ghilarducci - ColombiaI processi di giustizia transizionale in America Latina sono riusciti per lo meno fino a oggi a ricostruire la memoria storica restituendo dignità alle vittime di dittature e di conflitti armati interni laceranti (D. Ghilarducci, La dignità innegoziabile. Le Madri di Plaza de Mayo e il Movimento delle Vittime dei crimini di Stato, «Passato e presente», 2018, n. 105, pp.  125-40).

In Colombia, ancora una volta, l’eccezione è la regola. Il nuovo governo di estrema destra del presidente Iván Duque Márquez ha nominato alla presidenza del Centro nazionale di Memoria storica lo storico Darío Acevedo. Quest’ultimo non riconosce l’esistenza di un conflitto armato in Colombia, riducendo decine di anni di guerra civile a una questione di ordine pubblico e di lotta contro strutture criminali svuotate di qualsiasi contenuto politico.

I docenti della Facoltà di Storia dell’Università nazionale di Bogotà hanno contestato,  in un documento approvato all’unanimità (pubblicato anche su “El Tiempo” di Bogotà, 21 febbraio 2019), l’affidamento della direzione a un negazionista, ritenendo una contraddizione in termini il fatto che chi nega il conflitto possa occupare il vertice di un’istituzione pensata e creata per ricercarne le cause. Le organizzazioni delle vittime dei crimini di stato – assicurando che continueranno a lavorare per la ricostruzione della memoria storica nel paese, nonostante la posizione del governo – hanno ritirato la documentazione già consegnata al Centro, nel timore che i documenti e le prove raccolti possano essere alterati o distrutti, esprimendo pubblicamente la loro opposizione a questa nomina (comunicato del Colectivo de Abogados José Alvear Restrepo, una delle organizzazioni che assistono giuridicamente le vittime di crimini di stato: https://movimientodevictimas.org).

Contemporaneamente, dal Ministero della Cultura si impongono le dimissioni dei direttori della Biblioteca e dell’Archivio Nazionale, dove sono conservate importanti prove relative al processo penale in corso su una struttura dei servizi di sicurezza – DAS – già smantellata per i suoi legami con il paramilitarismo e per essere stato il centro operativo da cui partivano minacce e ordini di omicidi nei confronti di sindacalisti, difensori dei diritti umani, giornalisti e in generale esponenti dell’opposizione.

Dario Ghilarducci
Universidad de Los Andes, Bogotá
d.ghilarducci10@uniandes.edu.co

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