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La storia di genere: percorsi, intrecci, prospettive (Raffaella Sarti)

Nei giorni 9-12 giugno si svolge l’VIII Congresso della Società Italiana delle Storiche La storia di genere: percorsi, intrecci, prospettive. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Università di Verona, che avrebbe dovuto ospitarlo. A causa della pandemia, si tiene invece online sulla piattaforma zoom.

Ciascun panel costituisce una stanza virtuale alla quale è possibile accedere iscrivendosi al rispettivo link, indicato nel programma, disponibile sul sito della SIS http://www.societadellestoriche.it/ e sulla sua pagina Facebook

L’VIII Congresso della Società si tiene a più di un quarto di secolo dal primo, svoltosi a Rimini nel 1995, e seguito a cadenza più o meno quadriennale da quelli di Venezia (2000), Firenze (2003), Roma (2007), Napoli (2010), Padova-Venezia (2013) e Pisa (2017). Se già il primo congresso riminese, Identità e appartenenze. Primo congresso delle storiche italiane, era stato un’importante arena di confronto che ben interpretava la missione statutaria della SIS – impegnata a valorizzare la presenza delle donne nella storia e di fornire nuove chiavi di lettura e nuove categorie interpretative -, nel corso del tempo i congressi SIS sono divenuti un appuntamento atteso per chi si occupa di storia delle donne e di genere: un appuntamento che consente a chi vi partecipa di confrontarsi su temi consolidati ed emergenti, di discutere nuovi approcci e prospettive, e di avere un quadro dello stato dell’arte.  

Per questo motivo, la SIS ha deciso di tenere il Congresso nonostante i limiti imposti dalla pandemia, convinta dell’importanza di proseguire l’attività scientifica e il dibattito pubblico sulle tematiche di genere. Anzi, l’esperienza dell’emergenza – con il diverso impatto delle misure antiCovid sulle vite di donne e uomini – ha reso se possibile ancor più rilevante guardare alla realtà in un’ottica di genere. E di farlo con uno sguardo capace di cogliere il presente in tutta la sua complessa articolazione di continuità e rotture grazie a una profonda conoscenza del passato.

Anche il Congresso si presenta, peraltro, come una complessa costruzione di continuità e rotture: diversamente dal passato si terrà online, con una formula che nel corso dell’ultimo anno abbiamo imparato a conoscere, sebbene eventi in rete di queste dimensioni siano ancora abbastanza inusuali. Come in passato, invece, l’incontro vede una grande partecipazione. Le relatrici e i relatori, provenienti da atenei e centri di ricerca italiani, europei ed extraeuropei, sono infatti ben 180, selezionati dal Comitato scientifico tra un numero ancora più ampio di proposte e distribuiti in 44 sessioni parallele. 

Complessivamente, le relazioni coprono un arco cronologico che va dall’antichità alla contemporaneità e trattano una molteplicità di contesti geo-politici e culturali (Europa, Americhe, Medio ed Estremo Oriente, Africa), analizzati focalizzando l’attenzione su realtà locali, nazionali, transnazionali e/o globali. I temi spaziano dall’analisi di corpi alle voci e scritture femminili, dalla critica al binarismo alla costruzione di modelli di genere, dal lavoro nelle sue diverse declinazioni alla sfera del sacro, dagli spazi urbani alle miniere, dalle migrazioni e mobilità alle prospettive coloniali, dalle varie forme dell’agency individuale a quelle dell’agire collettivo, dai diritti di cittadinanza ai femminismi e ai movimenti ambientalisti, dai linguaggi politici e dalla propaganda alle autobiografie e percezioni di sé, dalle emozioni alle rappresentazioni del femminile, per non citarne che alcuni.  

Il Congresso sarà aperto da Joanna De Groot (University of York; editorial collective di «Gender & History»), con la lectio magistralis The Space of Gender and the Gender of Space: some Thoughts from a Historian of Nineteenth Century Iran. La scelta del tema vuole essere un omaggio alla memoria di Anna Vanzan – iranista, componente del direttivo della SIS dal 2014 al 2018, della redazione di «Genesis» dal 2018 e dello stesso Comitato scientifico del Congresso -, prematuramente scomparsa nel dicembre 2020. 

Raffaella Sarti (Presidente della SIS)-Marina Garbellotti (coordinatrice del Comitato scientifico)

Contatti:       segreteriacongressosis2021@gmail.com

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