Editoriali

Dopo l’uragano. Le eredità di Donald Trump – Giovanni Borgognone

La sfida elettorale tra Donald Trump e Joe Biden dello scorso novembre ha fatto registrare i più alti livelli di partecipazione nella storia degli Stati Uniti. Hanno votato quasi 160 milioni di persone, vale a dire il 66,7% degli aventi diritto. Proporzioni maggiori furono raggiunte solo prima del 1900, quando però il bacino elettorale era molto inferiore e il voto non era ancora stato esteso alle donne. Sono stati invece ampiamente superati i precedenti primati degli ultimi cento anni, che risalgono alle elezioni del 1960 (quelle della vittoria di John F. Kennedy contro Richard Nixon) e del 2008 (nelle quali Barack Obama conquistò la Casa Bianca). Dal 1920, anno dell’introduzione del suffragio universale con il XIX Emendamento, che sostanzialmente raddoppiò l’elettorato, l’affluenza non ha mai oltrepassato il 64%. Le elezioni del 2020 sono state pertanto celebrate, tanto dal nuovo presidente nel suo discorso di insediamento quanto dai media, quale straordinaria dimostrazione di mobilitazione politica degli americani: un trionfo democratico, di fronte alle strategie messe a lungo in atto dai repubblicani per scoraggiare la partecipazione al voto, in particolare da parte degli afroamericani.
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“Passato e Presente”, 113 / 2021

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