Editoriali

Che Guevara, il mito da un secolo all’altro – Gianpasquale Santomassimo (Passato e Presente n. 74 / 2008)

Sei partito alla grande con Alberto e con la moto / siam venuti tutti quanti a salutarvi / Con un augurio, un abbraccio, una risata e una bottiglia / le ragazze una lacrima ed un bacio / Nel bagaglio avevate due coperte e un po’ di mate / Una chiave del 10 e fil di ferro / Una mappa, qualche libro, un paio di indirizzi… / Nonostante le cadute e le rotture del motore / Avete attraversato il continente / E scroccato da mangiare e sofferto freddo e fame / E abbandonato la moto in un rottame. / Hai parlato con gli indios rassegnati ed impassibili / Ai mineros dai polmoni avvelenati / Ai lebbrosi sepolti in ospedale giù all’inferno / E li hai portati nel ricordo con te.
(Modena City Ramblers, Transamerika)

Tutto nella vita di Ernesto Guevara de la Serna sembra assumere a posteriori la forma del mito. Il viaggio giovanile in moto compiuto con il suo amico e compagno di studi Alberto Granado dall’Argentina al Venezuela, tra il 29 dicembre 1951 e il 26 luglio 1952, viene riscoperto cinquant’anni dopo come un viaggio iniziatico, presa di coscienza dei mali e delle ingiustizie di
un continente. È soprattutto il film di Walter Salles I diari della motocicletta (2004), prodotto da Robert Redford e ispirato dai diari di viaggio Latinoamericana (Notas de viaje) dello stesso Guevara e Un gitano sedentario (Con el Che por America Latina) di Alberto Granado, che segna la novità più importante degli ultimi anni nella evoluzione di un mito ormai consolidato e stabile, ma soggetto a mutazioni che nel tempo aggiungono e sottraggono, accentuano e sfumano, fino a trasformare il senso originario del mito. Un mito sul quale bisogna interrogarsi, perché è l’unico mito residuo che il ’900 trasmette al nuovo secolo, ed è soprattutto l’unico mito della sinistra novecentesca che anziché sfiorire rinvigorisce e sembra parlare ancora alle nuove generazioni. Ma di cosa parla, e quanto è mutato rispetto alla sua forma originaria?

“Passato e Presente”, 74 / 2008

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