Editoriali

Immigrazione come storia: un percorso a tappe dentro l’Italia repubblicana – Michele Colucci

Immigration as History: a journey through contemporary Italy
The article takes stock of a new paradigm in contemporary Italy: the increase in foreign immigration, from 1945 to today. Four periods are considered in relation to this theme: the Constituent Assembly in 1947; the immigrants from Jugoslavia to the Trieste area in 1968; immigrants from Tunisia to Sicily in 1972; the murder of Jerry Masslo in Villa Literno (Caserta) in 1989. Historians can, the paper argues, reconsider contemporary Italy – from 1945 up today – by looking closer at foreign immigration.

Key words: Contemporary Italy, Immigration, Migration Politics
Parole chiave: Italia contemporanea, Immigrazione, Politiche migratorie

Il 3 ottobre 2013 a poche miglia da Lampedusa si consuma uno dei più tragici naufragi nella storia del Mediterraneo. Annegano 368 persone in gran parte provenienti dall’Eritrea. Partiti due giorni prima dalla Libia, muoiono proprio nei pressi di quella che era la loro destinazione: solo 155 persone riescono a salvarsi. La dimensione della tragedia (solo una delle numerosissime vicende luttuose legate all’attraversamento del Mediterraneo negli ultimi dieci anni), il contesto politico in cui matura, le sue cause, i numerosi legami con la storia recente e meno recente (a partire proprio dall’origine delle vittime, provenienti e transitanti in zone già colonizzate dall’Italia) hanno portato questo
evento a rappresentare un momento simbolicamente decisivo.
Anche in seguito al naufragio del 3 ottobre il dibattito pubblico in Italia sull’immigrazione, l’asilo politico, le politiche migratorie, il rapporto con l’Europa e con i paesi mediterranei ha raggiunto un livello di conflittualità che ha continuato a restare altissimo e che non smette di rappresentare una delle questioni più controverse nell’opinione pubblica…

“Passato e Presente”, 108/2019

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Editoriali

50 anni di ’68 – Gianpasquale Santomassimo

Fifty years on 1968
1968 seems more than ever a watershed, a turning point in history, with a clear “before” and “after”. This applies to politics, behaviours, mentalities, the relationship between the sexes, music, cinema, art. The distance which separates us from the events allows us to discuss 1968 in historical terms, in a rather more serene and considered manner than was previously the case, when acritical exaltation or posthumous damnation was the norm. The first global event in history, it had a planetary dimension and a complex relationship with the politics of the times. It was also the end of an era, the 1960s, in which a whole generation felt it possible to dream of, and to achieve, unlimited conquests for humanity.

Key words: 1968, Youth culture, Politics, Contestation, The left, Liberation
Parole chiave: 1968, Giovani, Politica, Contestazione, Sinistra, Liberazione

A distanza di un cinquantennio il ’68 appare sempre di più un tornante, una data periodizzante, che fissa un prima e un dopo. Nella politica, nel costume, nelle mentalità, nel rapporto tra i sessi, nella musica, nel cinema, nell’arte. Non solo nella memoria di chi l’ha vissuto, ma anche di chi si dispone a valutarne l’impatto, qualunque sia il suo atteggiamento, critico o empatico di fronte all’evento. L’anniversario è stato celebrato in Italia e nel mondo con evidente risalto, anche se con rilievo e intensità inferiori rispetto a quanto era emerso in occasione del ventennale o del trentennale. Abbiamo avuto certamente rievocazioni, memorie, bilanci, spesso sbrigativi ma a volte ragionati e articolati. La quota immancabile di “reducismo” è stata un prezzo obbligato da pagare, anche se in forme meno invadenti rispetto alle celebrazioni del passato, a fronte di una platea di “protagonisti” dell’evento che tende fisiologicamente a ridursi, e che appare in evidente difficoltà nello stabilire una interlocuzione con le nuove generazioni. Aspetti particolari e specifici di quei movimenti, anche a livello locale, sono stati al centro di numerosi convegni, di cui si potrà parlare con cognizione solo al momento della pubblicazione degli atti.

“Passato e Presente”, 107/2019

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Editoriali

Marchionne, «uno di loro» – Franco Amatori

Marchionne, «one of them»
The Editorial offers a profile of Sergio Marchionne, the manager who led Fiat from 2004 until his untimely death in 2018. Marchionne’s story is first of all located within the evolution of American management as it was the world from which he came. Particular attention is devoted to his strategy for rescuing Fiat, which is then placed in a wider context with the merger with Chrysler. His years at Fiat were marked not only by great successes but also by harsh conflicts with some important components of the trade unions. He also showed notable skills in confrontations with political leaders in both Italy as well as in the US. Marchionne was the typical manager who operated in a modern globalized world and he showed impatience whenever he encountered “local restrictions” to his strategies. While he obtained important results on the financial side, it remains unclear if they will be sustainable in the longer term.

Key words: Sergio Marchionne, Fiat, American management, FCA
Parole chiave: Sergio Marchionne, Fiat, Management americano, FCA

Nelle borse di mezzo mondo si scommetteva su questo braccio di ferro e la maggioranza era pronta a dire che, alla fine, la General Motors non avrebbe mollato: piuttosto sarebbe andata in tribunale. Un banchiere milanese, che conosceva bene il personaggio, mi disse invece: «gli americani pagheranno. Lo so perché, vedi, anche noi conosciamo l’inglese, abbiamo fatto i nostri bravi master negli States, e sappiamo come si conduce una trattativa. Ma Marchionne è uno di loro. Sa come spaventarli. Sa come mandarli a fan… nella loro lingua e non ha paura di giocare pesante»
(G. Turani, Gli ultimi giorni della Fiat, Sperling & Kupfer, Milano 2010, pp. 3-4)

Il conflitto a cui si allude nella citazione è conseguenza dell’accordo stipulato nel 2000 fra la Fiat e la General Motors, che prevedeva l’acquisto del 20% delle azioni Fiat da parte del gigante americano, con l’obbligo, per la GM, di acquistarle tutte dopo cinque anni, qualora la Fiat lo avesse richiesto. Quando Sergio Marchionne assunse la carica di amministratore delegato della Fiat, il 1° giugno 2004, la GM non aveva alcuna intenzione di onorare il contratto.

“Passato e Presente”, 106/2019

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Editoriali

Il ritorno dello stato-nazione? Spinte indipendentiste nell’Europa occidentale all’inizio del XXI secolo – Xosé M. Núñez Seixas

The return of the Nation-State? Independence Tendencies within Western Europe at the Beginning of the 21st Century.

The independence of Montenegro (2006) and Kosovo (2008), which were followed by the Scottish referendum (2014) and the Catalan plebiscite (2017), have brought to the forefront the relevance of international movements for the diffusion of ethnonationalism. The legitimacy of secession is therefore invoked by Scottish, Flemish, Catalan and South-Tyrolean nationalists, among others. Does it mean that a new transnational wave of self-determination is taking place? Should the process of European unity face a new challenge that could bring it to its final crisis?

“Passato e presente”, 105/2018

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